Salugea Longevity

Autofagia e longevità: la scienza alla base

Scopri come Spermidina, NADH e Polidatina agiscono positivamente sui meccanismi dell'autofagia favorendo longevità.

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Autofagia e longevità: la scienza alla base
AUTOFAGIA
L’autofagia è il processo naturale con cui le cellule si rinnovano, eliminando ciò che non serve più.
I pilastri

Quattro meccanismi, una visione: invecchiare bene.

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Collagene, elasticità e luminosità.

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Non si tratta di fermare il tempo, ma di vivere meglio il tempo che passa.
È qui che scienza e longevità si incontrano.
Marco De Gregorio
Marco De Gregorio Founder, Salugea
Professione Salugea

La parola all’Esperto: parliamo di Longevità

Dott. Stefano Censani

Dott. Stefano Censani

Direttore Scientifico Salugea

La scienza della longevità, spiegata dalla Direzione Scientifica Salugea: risposte chiare sui temi che contano.

1 Cosa significa davvero longevità e perché non vuol dire semplicemente vivere più a lungo?

La longevità non significa solo vivere più a lungo, ma anche mantenere nel tempo una buona qualità di vita.

Quando si parla di longevità, infatti, l’attenzione è rivolta a un invecchiamento sano, sostenuto da abitudini come un’alimentazione equilibrata, l’attività fisica costante, un riposo adeguato e uno stile di vita attivo e consapevole.

2 Che cos’è l’autofagia e perché è importante per le nostre cellule?

L’autofagia è un processo naturale attraverso cui le cellule fanno una sorta di “pulizia interna”. Durante questo processo, alcuni componenti cellulari danneggiati, alterati o non più necessari vengono riconosciuti, degradati e in parte riciclati.

In questo modo, la cellula può recuperare e riutilizzare alcuni dei suoi componenti, contribuendo al mantenimento del proprio equilibrio e della normale funzionalità.

L’autofagia è quindi uno dei meccanismi fondamentali per il mantenimento dell’equilibrio cellulare ed è oggetto di numerosi studi scientifici, anche nell’ambito dei processi legati all’invecchiamento e alla longevità.

3 Che rapporto c’è tra autofagia e invecchiamento cellulare?

L’autofagia è uno dei naturali meccanismi che aiutano le cellule a mantenere il proprio equilibrio nel tempo. Attraverso questo processo fisiologico, la cellula riconosce e rimuove alcuni componenti danneggiati o non più necessari, recuperandone e riutilizzandone una parte.

Con l’avanzare dell’età, l’efficienza di diversi meccanismi cellulari può modificarsi. Per questo l’autofagia è oggi oggetto di numerosi studi scientifici per comprenderne meglio il ruolo nei processi legati all’invecchiamento e alla longevità cellulare.

Non si tratta quindi di “fermare” l’invecchiamento, ma di studiare i naturali processi attraverso cui le cellule mantengono il proprio equilibrio e la propria funzionalità nel tempo.

4 Qual è il rapporto tra digiuno intermittente e autofagia?

Il digiuno intermittente è uno degli approcci più studiati in relazione all’autofagia, ma il rapporto tra digiuno e questo processo cellulare è complesso.

Durante i periodi di ridotta disponibilità di energia, le cellule modificano il proprio metabolismo e alcuni dei meccanismi che regolano l’autofagia. Questo processo favorisce il riciclo di componenti cellulari e contribuisce al mantenimento dell’equilibrio della cellula.

La risposta al digiuno, però, non è uguale per tutti e può dipendere da diversi fattori, come età, alimentazione, attività fisica e condizioni individuali. Per questo non è corretto considerare il digiuno intermittente come l’unico fattore coinvolto nell’autofagia o come una soluzione valida per tutti.

Inoltre, il digiuno intermittente non è adatto a ogni persona: prima di intraprenderlo, soprattutto in presenza di patologie, terapie farmacologiche o particolari esigenze nutrizionali, è opportuno confrontarsi con un professionista della salute.

5 Cosa sono gli Omega-3 e perché sono importanti per l’organismo?

Gli Omega-3 sono acidi grassi essenziali: il nostro organismo non è in grado di produrne alcuni in quantità sufficienti e per questo è importante assumerli attraverso l’alimentazione. Tra i più conosciuti ci sono EPA e DHA, presenti soprattutto nel pesce e negli oli di origine marina, e ALA, presente in alcune fonti vegetali.

EPA e DHA svolgono diverse funzioni nell’organismo. In particolare, EPA e DHA contribuiscono alla normale funzione cardiaca, mentre il DHA contribuisce al mantenimento della normale funzione cerebrale e della capacità visiva.*

Una dieta varia ed equilibrata permette di introdurre fonti di Omega-3 e di inserirle all’interno di uno stile di vita sano. In caso ciò non sia sempre possibile è opportuno eseguire una adeguata
integrazione di EPA e DHA, specie nella loro forma fosfolipidica, maggiormente
biodisponibile, tipica dell’olio di Krill.

*Gli effetti benefici si ottengono con le quantità giornaliere previste per i relativi claim autorizzati.

6 Che ruolo ha il glutatione nella protezione dallo stress ossidativo e dagli agenti esterni come smog e inquinamento?

Il glutatione (GSH) è una sostanza naturalmente presente nelle nostre cellule, formata da tre aminoacidi: acido glutammico, cisteina e glicina.[1,2]

Svolge un ruolo importante nell’equilibrio cellulare ed è coinvolto nei naturali meccanismi con cui le cellule gestiscono lo stress ossidativo,[1] quindi il contrasto a fenomeni infiammatori e di invecchiamento. Partecipa inoltre ad alcuni processi cellulari di trasformazione ed eliminazione di sostanze, spesso di natura tossinica.[2]

La quantità di glutatione presente nell’organismo può variare in base a diversi fattori, come età, alimentazione e condizioni di maggiore stress ossidativo [3] In condizioni simili si può svolgere una integrazione di questo elemento così importante per il nostro benessere.

[1] Averill-Bates DA. The antioxidant glutathione. Vitam
Horm. 2023;121:109-141. doi:10.1016/bs.vh.2022.09.002

[2] Jefferies H, Coster J, Khalil A, Bot J, McCauley RD,
Hall JC. Glutathione. ANZ J Surg. 2003;73(7):517-522.
doi:10.1046/j.1445-1433.2003.02682.x 

[3] Wu G, Fang YZ, Yang S, Lupton JR, Turner ND; New
Collective Author. Glutathione metabolism and its implications for
health. J Nutr. 2004;134(3):489-492. doi:10.1093/jn/134.3.489

7 Cosa sono le sirtuine e il NADH e quale ruolo svolgono nell’organismo?

Le sirtuine sono una famiglia di enzimi presenti nelle cellule e coinvolti in diversi processi cellulari, tra cui il metabolismo energetico, la risposta allo stress cellulare e la regolazione di alcune funzioni dei mitocondri.[1]

La loro attività è legata alla disponibilità di NAD+, un coenzima naturalmente presente nelle cellule e fondamentale per numerose reazioni metaboliche.[1]

Il NADH è la forma ridotta del NAD+ e svolge un ruolo importante nel metabolismo energetico cellulare: partecipa infatti ai processi attraverso cui i mitocondri producono ATP, la principale fonte di energia utilizzata dalle cellule.

Con l’avanzare dell’età, il metabolismo del NAD+ può modificarsi. Per questo, il rapporto tra NAD+, metabolismo cellulare, attivazione dell’autofagia e processi legati all’invecchiamento è oggi oggetto di numerosi studi scientifici.[1,2]

Sirtuine e NAD rappresentano quindi due elementi importanti per comprendere alcuni dei meccanismi che regolano il funzionamento e l’equilibrio fisiologico delle cellule.

[1] Gomes AP, Price NL, Ling AJY, Moslehi JJ, Montgomery MK, Rajman L, et al. Declining NAD+ induces a pseudohypoxic state disrupting nuclear-mitochondrial communication during aging. Cell. 2013;155(7):1624-1638.

[2] Campbell JM. Supplementation with NAD+ and Its Precursors to Prevent Cognitive Decline across Disease Contexts. Nutrients. 2022;14(15):3231. doi:10.3390/nu14153231

[3] Demarin V, Podobnik SS, Storga-Tomic D, Kay G. Treatment of Alzheimer's disease with stabilized oral nicotinamide adenine dinucleotide: a randomized, double-blind study. Drugs Experimental and Clinical Research. 2004;30(1):27-33.

8 Polidatina e resveratrolo: qual è la differenza?

La polidatina è un composto naturale strettamente correlato al resveratrolo: dal punto di vista chimico, è una forma del resveratrolo legata a una molecola di glucosio.

Entrambe appartengono alla famiglia dei polifenoli e sono oggetto di numerosi studi scientifici per comprenderne meglio le caratteristiche e il ruolo nei processi cellulari.[1-4]

La presenza della molecola di glucosio conferisce alla polidatina caratteristiche biochimiche differenti rispetto al resveratrolo, che possono influenzarne positivamente stabilità, assorbimento e
metabolismo nell’organismo
.

La ricerca sta approfondendo queste differenze e il possibile coinvolgimento della polidatina in diversi meccanismi cellulari, compresi quelli legati allo stress ossidativo e all’autofagia.[4]

Si tratta di un ambito di ricerca ancora in evoluzione: sono in corso ulteriori studi clinici sull’uomo per comprenderne pienamente gli effetti.

[1] Morselli E, Galluzzi L, Kepp O, et al. Autophagy mediates pharmacological lifespan extension by spermidine and resveratrol. Aging (Albany NY). 2009;1(12):961-970. doi:10.18632/aging.100110

[2] Gonçalinho GHF, Kuwabara KL, Faria NFO, et al. Sirtuin 1 and Vascular Function in Healthy Women and Men: A Randomized Clinical Trial Comparing the Effects of Energy Restriction and Resveratrol. Nutrients. 2023;15(13):2949. doi:10.3390/nu15132949

[3] García-Martínez BI, Ruiz-Ramos M, Pedraza-Chaverri J, Santiago-Osorio E, Mendoza-Núñez VM. Effect of Resveratrol on Markers of Oxidative Stress and Sirtuin 1 in Elderly Adults with Type 2 Diabetes. International Journal of Molecular Sciences. 2023;24(8):7422. doi:10.3390/ijms24087422

[4] He J, Qian YC, Yin YC, Kang JR, Pan TR. Polydatin: a potential NAFLD therapeutic drug that regulates mitochondrial autophagy through SIRT3-FOXO3-BNIP3 and PINK1-PRKN mechanisms. Chem Biol Interact. 2024;398:111110. doi:10.1016/j.cbi.2024.111110

Un percorso su misura

La longevità cambia forma con l'età. Il percorso si adatta.

Le prime difese

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