Ogni giorno il nostro apparato respiratorio ha a che fare con un flusso d’aria di circa 12.000 litri. In tutta quell’aria, ci sono microrganismi di ogni tipo, anche agenti patogeni come batteri e virus.
Normalmente, le nostre vie respiratorie sono ben difese. Tuttavia, quando entrano in gioco fattori come sbalzi di temperatura, inquinamento, fumo di sigaretta, deficit energetici, si alza il rischio di colonizzazione delle nostre via aeree da parte degli agenti patogeni e, di conseguenza, aumenta il rischio delle cosiddette infezioni respiratorie acute (IRA), tra cui rientrano anche influenza e raffreddore.
Infezioni respiratorie acute (IRA): cosa le scatena?
I dati1 ci dicono che:
- i batteri sono responsabili di IRA solo nel 10% dei casi;
- i virus si prendono un buon 70% di responsabilità.
In particolare:
- il raffreddore è scatenato da rhinovirus, adenovirus e coronavirus, con sintomi che scompaiono in 4-10 giorni, solitamente senza febbre;
- l’influenza è causata da virus influenzali e parainfluenzali, può avere tra i sintomi febbre anche oltre i 39 °C, e ha dei tempi di remissione completa di 1-2 settimane.
Chi si ammala di più di influenza e perché
L’incidenza della sindrome influenzale o simil-influenzale generalmente diminuisce con l’età: i bambini piccoli risultano infatti quelli più colpiti2. Tuttavia, sono le persone anziane che vanno incontro ai rischi maggiori. Basta pensare che il 50-70% di tutti i ricoveri ospedalieri associati all’influenza si verifica nelle persone over 653.
Come mai? La maggiore vulnerabilità della popolazione anziana è dovuta a un abbassamento progressivo delle funzioni del sistema immunitario, legato all’avanzare dell’età. Questo fenomeno fisiologico è noto come immunosenescenza.
Cosa possiamo fare per supportare il nostro sistema immunitario
Il nostro sistema immunitario è la “fortezza” del nostro benessere: lo difende al meglio da tutti gli attacchi che provengono dall’esterno. Ci sono però diverse condizioni che possono indebolire “le sue mura” ed è per questo che dobbiamo supportarlo, affinché lui continui a proteggerci indefessamente.
Le nostre scelte quotidiane in fatto di stile di vita e abitudini hanno un peso molto importante. E poi, naturalmente, ci sono i vaccini.
Ma rispetto a questo tema è fondamentale capire che l’efficacia vaccinale è legata a doppio filo alla capacità del nostro organismo di manifestare un’adeguata risposta anticorpale al vaccino.
In poche parole: un sistema immunitario “forte” aumenta l’efficacia della vaccinazione; di contro, un sistema immunitario “debole” riduce l’efficacia della vaccinazione.
Ecco perché, anche se ci si sottopone a vaccini, resta importante mantenere alto il livello della risposta immunitaria, in tutte le fasce di età.
Noi di Salugea, per aiutarti in questa missione, abbiamo selezionato 6 ingredienti 100% naturali – Uncaria, Shiitake, Lattobacilli postbiotici, Propoli, Zinco e Selenio – e li abbiamo messi in forma di integratore nella formula di ImmunoGea.
Forse potresti chiederti perché ImmunoGea non contiene Echinacea, Vitamina C o Lattoferrina, sostanze spesso presenti negli integratori con formule per supportare il sistema immunitario. Leggi la risposta qui sotto.
Perché non abbiamo usato echinacea, vitamina c e lattoferrina?
- L’Echinacea è un ingrediente più adatto a un prodotto d’urto da usare per brevissimi periodi (7-10 giorni, massimo 15), non a un prodotto, come ImmunoGea, che si usa per periodi lunghi, perché potrebbe avere un effetto non ideale.
- La vitamina C e la lattoferrina sono preziose per il sistema immunitario. Tuttavia, le abbiamo escluse da questa formula perché, per trarne beneficio, ci sarebbe stato bisogno di inserire in ciascuna capsula una grande quantità di queste sostanze, togliendo quindi spazio agli altri attivi più funzionali e innovativi.
Al posto di vitamina C e lattoferrina, abbiamo preferito inserire in ImmunoGea ingredienti e attivi anche più adeguati e innovativi, come Lattobacilli postbiotici e beta-glucani del fungo Shiitake. E per il sostegno antiossidante, hai zinco e selenio in forma organica.
Vediamo adesso alcuni studi condotti sugli ingredienti che abbiamo scelto.
Fitoterapia sperimentale
Uncaria
Winkler C, Wirleitner B, Schroecksnadel K, Schennach H, Mur E, Fuchs D. In vitro effects of two extracts and two pure alkaloid preparations of Uncaria tomentosa on peripheral blood mononuclear cells. Planta Med. 2004 Mar;70(3):205-10. doi: 10.1055/s-2004-815536. PMID: 15114496.
Questo studio in vitro ha evidenziato la capacità degli estratti di Uncaria tomentosa di modulare le vie immunobiochimiche indotte dall’interferone gamma (un mediatore immunitario molto potente), suggerendo la loro possibile applicazione come immunoregolatori, in linea con osservazioni funzionali fatte in pazienti che utilizzano questi estratti, al fine di ottimizzare la loro risposta immune.
Lamm S, Sheng Y, Pero RW. Persistent response to pneumococcal vaccine in individuals supplemented with a novel water soluble extract of Uncaria tomentosa, C-Med-100. Phytomedicine. 2001 Jul;8(4):267-74. doi: 10.1078/0944-7113-00046. PMID: 11515716.
Questo interessante studio clinico ha testato un estratto di Uncaria su persone sottoposte alla vaccinazione antipneumococcica in cui si è osservato un significativo miglioramento immunitario. In particolare, si sono visti una risposta aumentata alla vaccinazione e un mantenimento più prolungato nel tempo dei titoli anticorpali, fattori questi decisivi per una maggiore protezione post-vaccinale.
Shiitake e beta-glucani
Novak M, Vetvicka V. Beta-glucans, history, and the present: immunomodulatory aspects and mechanisms of action. J Immunotoxicol. 2008 Jan;5(1):47-57. doi: 10.1080/15476910802019045. PMID: 18382858.
Questa revisione di studi dedicata ai beta-glucani ha evidenziato che i beta-glucani dei funghi “medicinali”, come lo shiitake, hanno una struttura biochimica [beta-(1 → 3,1 → 6)] che li rende molto più efficaci per le difese immunitarie, rispetto a quelli presenti in orzo, avena e lieviti.
Vlassopoulou M, Yannakoulia M, Pletsa V, Zervakis GI, Kyriacou A. Effects of fungal beta-glucans on health - a systematic review of randomized controlled trials. Food Funct. 2021 Apr 26;12(8):3366-3380. doi: 10.1039/d1fo00122a. PMID: 33876798.
Questa revisione di ben 34 studi scientifici ha valutato gli effetti dei beta-glucani fungini sulla salute e ha concluso che l’integrazione con beta-(1 → 3,1 → 6)-d-glucani (come quelli da Shiitake) è ben tollerata e le proprietà benefiche per la salute si manifestano principalmente attraverso il potenziamento del sistema immunitario.
Rodriguez JAM, Bifano M, Roca Goma E, Plasencia CM, Torralba AO, Font MS, Millán PR. Effect and Tolerability of a Nutritional Supplement Based on a Synergistic Combination of β-Glucans and Selenium- and Zinc-Enriched Saccharomyces cerevisiae (ABB C1®) in Volunteers Receiving the Influenza or the COVID-19 Vaccine: A Randomized, Double-Blind, Placebo-Controlled Study. Nutrients. 2021 Dec 2;13(12):4347. doi: 10.3390/nu13124347. PMID: 34959898; PMCID: PMC8708701.
Questo studio clinico ha comparato l’azione di un preparato a base di beta-glucano (1-3,1-6), selenio e zinco in confronto a un placebo sugli effetti della vaccinazione antinfluenzale e anti Covid-19 su un gruppo totale di 72 volontari. I risultati hanno convalidato la capacità dell’integrazione di stimolare l’immunità acquisita, conferendo una maggiore protezione immunitaria a livello di anticorpi circolanti specifici.
Propoli
Zulhendri F, Chandrasekaran K, Kowacz M, Ravalia M, Kripal K, Fearnley J, Perera CO. Antiviral, Antibacterial, Antifungal, and Antiparasitic Properties of Propolis: A Review. Foods. 2021 Jun 11;10(6):1360. doi: 10.3390/foods10061360. PMID: 34208334; PMCID: PMC8231288
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Quest’ampia revisione di studi ha evidenziato le proprietà antivirali, antibatteriche e di azione immunomodulante della propoli, in grado di favorire l’immunità innata e modulare le vie di segnalazione infiammatorie. La propoli, secondo la ricerca, aiuta anche a mantenere elevato lo stato antiossidante cellulare dell’ospite. Queste azioni sono tutte importanti per il mantenimento di un alto stato immune.
Esposito C, et al. A standardized polyphenol mixture extracted from poplar-type propolis for remission of symptoms of uncomplicated upper respiratory tract infection (URTI): A monocentric, randomized, double-blind, placebo-controlled clinical trial.Phytomedicine. 2021 Jan;80:153368. doi: 10.1016/j.phymed.2020.153368. Epub 2020 Oct 8. PMID: 33091857.
Questo studio italiano condotto su 122 adulti ha testato per 8 settimane una miscela di polifenoli estratta dalla propoli per la remissione dei sintomi dell’infezione non complicata delle vie respiratorie superiori (URTI), come mal di gola, disfonia attenuata, gonfiore e arrossamento della gola, che derivano dal processo infiammatorio successivo a un’infezione batterica o virale acuta. Lo studio suggerisce che un trattamento con propoli può essere utilizzato per migliorare i sintomi delle URTI sia batteriche che virali in un numero minore di giorni, portando a una più pronta risoluzione dei sintomi.
Lattobacilli postbiotici (Lactococcus lactis JCM 5805)
Takeo Shibata, et al. Lactococcus lactis JCM5805 activates anti-viral immunity and reduces symptoms of common cold and influenza in healthy adults in a randomized controlled trial, Journal of Functional Foods, Volume 24, 2016, Pages 492-500, ISSN 1756-4646, https://doi.org/10.1016/j.jff.2016.03.035. (https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S175646461630072X)
In uno studio clinico su 396 soggetti sani, sono stati valutati gli effetti del Lactococcus lactis JCM5805 disattivato con il calore sulla patogenesi del comune raffreddore e dell’influenza. I soggetti hanno consumato capsule placebo o lattobacillo postbiotico per 12 settimane. Nel gruppo test sono stati osservati un numero significativamente inferiore di giorni incidenti rispetto al gruppo placebo per i sintomi di mal di gola e tosse. Questi e altri dati tratti dallo studio suggeriscono che l’assunzione di lattobacillo postbiotico abbia stimolato l’immunità antivirale correlata alle pDC per mitigare l’incidenza dei sintomi comuni del raffreddore e dell’influenza.
Sugimura T, et al. Effects of oral intake of plasmacytoid dendritic cells-stimulative lactic acid bacterial strain on pathogenesis of influenza-like illness and immunological response to influenza virus. Br J Nutr. 2015 Sep 14;114(5):727-33. doi: 10.1017/S0007114515002408. Epub 2015 Aug 3. PMID: 26234407.
In quest’altro lavoro clinico i ricercatori hanno esaminato gli effetti dell’assunzione orale di lattobacillo postbiotico sulle cellule dendritiche plasmocitoidi, sui sintomi simil-influenzali e sulla risposta immunologica al virus dell’influenza. Lo studio ha incluso 213 partecipanti sani che, divisi in due gruppi, hanno ricevuto yogurt preparato con lattobacillo postbiotico o una bevanda placebo, ogni giorno per 10 settimane. Nel gruppo di test, l’incidenza cumulativa dei giorni di “tosse” e “febbre” era significativamente ridotta rispetto al gruppo placebo. Questo e altri risultati dello studio suggeriscono che l’assunzione di questo lattobacillo postbiotico è in grado di ridurre l’incidenza della patogenesi di una malattia simil-influenzale attraverso il potenziamento della risposta al virus dell’influenza.
Zinco
Barnett JB, et al. Effect of zinc supplementation on serum zinc concentration and T cell proliferation in nursing home elderly: a randomized, double-blind, placebo-controlled trial. Am J Clin Nutr. 2016 Mar;103(3):942-51. doi: 10.3945/ajcn.115.115188. Epub 2016 Jan 27. PMID: 26817502.
Lo studio clinico ha valutato l’effetto dell’integrazione di zinco, per 3 mesi, sulla concentrazione sierica di zinco e sulla proliferazione delle cellule T negli anziani delle case di cura. Su 53 anziani in casa di cura (di età ≥ 65 anni), 31 avevano una bassa concentrazione di zinco sierico e sono stati assegnati in modo casuale ai gruppi zinco o placebo. La misura del risultato primario era la variazione delle concentrazioni sieriche di zinco tra il basale e il mese 3. Lo studio ha anche esplorato gli effetti dell’integrazione sulla risposta immunitaria. I risultati ottenuti testimoniano la capacità di un’integrazione di zinco di rendere più reattivi i linfociti T alla risposta immune, favorendo così la protezione immunitaria.
Selenio
Goldson AJ, et al. Effects of selenium supplementation on selenoprotein gene expression and response to influenza vaccine challenge: a randomised controlled trial. PLoS One. 2011 Mar 21;6(3):e14771. doi: 10.1371/journal.pone.0014771. PMID: 21445287; PMCID: PMC3061857.
Questo studio clinico ha indagato gli effetti dell’integrazione di selenio sull’espressione genica della selenoproteina S e sulla risposta al vaccino antinfluenzale. Per 12 settimane, 119 volontari hanno ricevuto placebo, 50, 100 o 200 µg/giorno di lievito arricchito di selenio (lievito di selenio) o pasti contenenti cipolle non arricchite o arricchite di selenio (50 µg/ giorno). Le conclusioni a cui è arrivata questa ricerca forniscono prove preliminari del ruolo positivo della selenoproteina S (SEPS1) nella risposta immunitaria e supportano ulteriormente la relazione tra il livello del selenio nel sangue e la funzione immunitaria.
Thiel RJ. Natural vitamins may be superior to synthetic ones. Med Hypotheses. 2000 Dec;55(6):461-9. doi: 10.1054/mehy.2000.1090. PMID: 11090291.
Clardy J, Walsh C. Lessons from natural molecules. Nature. 2004 Dec 16;432(7019):829-37. doi: 10.1038/nature03194. PMID: 15602548.
1 Webster RG, Monto AS, Braciale TJ, et al. Textbook of influenza. 2nd ed. Wiley Blackwell - 2013
2 Lai PL, Panatto D, Ansaldi F, et al. Burden of the 1999- 2008 seasonal influenza epidemics in Italy: comparison with the H1N1v (A/California/07/09) pandemic. Hum Vaccin 2011;7(Suppl):217-25.
3 Loubet P, Loulergue P, Galtier F, et al. Seasonal influenza vaccination of high-risk adults. Expert Rev Vaccines 2016;5:1507-18.
I nostri testi hanno scopo divulgativo, non vanno intesi come indicazione di diagnosi e cura di stati patologici e non vogliono sostituirsi in alcun modo al parere del Medico.