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EPA e DHA: cosa sono e a cosa servono

EPA e DHA sono i più importanti acidi grassi della famiglia degli Omega 3 e svolgono nel nostro organismo attività funzionali e strutturali. Sono indispensabili per molti processi metabolici, proteggono il sistema circolatorio e prevengono l’insorgenza di molte malattie di origine infiammatoria e cardiovascolare.

EPA e DHA

Per vivere bene e stare in buona salute è necessario introdurli con il cibo quotidianamente, perché il nostro organismo non è in grado di sintetizzarli da solo, né tantomeno di provvedere a una loro scorta.

La stessa EFSA (l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare), raccomanda il consumo di cibi ricchi di Omega 3 e suggerisce di assumerne almeno 250 mg al giorno, ossia la quantità necessaria per favorire una buona funzionalità cardiaca.

Ma gli EPA e DHA non sono solamente i “protettori” del cuore, ma hanno anche altre importanti proprietà.

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Ad esempio, hanno benefici sul tono dell’umore, svolgono un’azione antinfiammatoria nei confronti di molte patologie autoimmuni, mantengono sotto controllo i livelli di trigliceridi nel sangue. Promuovono lo sviluppo delle capacità mnemoniche e cognitive, e giocano un ruolo importante anche nella formazione e nella motilità degli spermatozoi: ecco perché una loro integrazione potrebbe rappresentare un possibile aiuto anche in caso di infertilità maschile.

Data la loro importanza, in quest’articolo approfondiremo questo tema: EPA e DHA cosa sono, dove si trovano e a cosa servono:

Cos’è il DHA e a cosa serve

Il DHA è un acido grasso a catena lunga della serie Omega3 ed è il costituente principale dell’olio di pesce. Il suo nome completo è acido docosaesaenoico. Si lo so, ha un nome davvero complesso e molto difficile da ricordare, ma questo non deve scoraggiare dal fare la sua conoscenza!

Il DHA infatti è molto importante per la nostra salute e il nostro sviluppo. Forse non lo sai, ma il DHA è il principale acido grasso presente nelle membrane cellulari, soprattutto di quelle nervose, e durante la gravidanza e l’allattamento contribuisce al normale sviluppo del cervello e della retina del bambino. Ma non finisce qui!

Il DHA svolge un ruolo importante anche nella protezione del cuore, perché presente nei mitocondri cardiaci, e nella formazione e motilità degli spermatozoi, perché presente nella loro membrana.

Prima di vedere dove puoi trovare il DHA vediamo più da vicino alcune delle sue principali funzioni per l’organismo.

DHA: un possibile aiuto nel trattamento dell’infertilità maschile

A evidenziare una possibile correlazione tra bassi livelli di DHA e infertilità maschile è uno studio1 condotto da Jill Attaman dell’Harvard Medical School di Boston.

La ricerca di Attaman ha coinvolto 99 uomini dall’età media di 36 anni e mezzo che si erano rivolti a una clinica della fertilità. Gli uomini durante la ricerca sono stati divisi in tre gruppi in base al tipo di grassi assunti con l’alimentazione. Il risultato dell’analisi è stato che gli uomini che seguivano un’alimentazione ricca di Omega3 erano quelli ad avere gli spermatozoi con le caratteristiche migliori.

Il ruolo chiave del DHA nelle patologie neurodegenerative

memoria a lungo termine

Oltre ad avere importanti benefici sulla fertilità, il DHA svolge un ruolo chiave anche sulla memoria e le funzioni cognitive2.

Diversi studi hanno dimostrato che un’integrazione di DHA negli anziani può essere utile anche per prevenire il declino cognitivo e malattie degenerative come il morbo di Parkinson e l’Alzheimer. Questo accade perché, come ti accennavo prima, il DHA è il principale componente delle membrane neuronali.

Con l’invecchiamento i livelli di DHA diminuiscono e un loro calo può portare a una riduzione delle funzionalità cerebrali. Nelle persone affette da morbo di Alzheimer3 i livelli di DHA di solito sono molto bassi.

DHA: un elemento importante per la mamma e per il bambino

Il DHA in gravidanza contribuisce alla normale crescita e sviluppo del sistema nervoso cerebrale e della retina del bambino. Specialmente durante l’ultimo trimestre è importante che il bambino riceva la giusta quantità di DHA, perché è questo il momento in cui si verifica il suo maggior deposito.

I nati prematuri sono infatti più esposti a una carenza di DHA.

Dove si trova il DHA

Il DHA si trova negli alimenti di origine marina, specialmente nei pesci grassi come il salmone, le sardine, le aringhe, lo sgombro e il tonno e due o tre porzioni di pesce a settimana ne forniscono circa 650 mg. Se stai pensando di integrare il DHA con l’olio di pesce aspetta: abbiamo di meglio da consigliarti nella sezione dedicata all’integrazione di EPA e DHA.

EPA: cos’è e a cosa serve

L’EPA è un acido grasso polinsaturo a catena lunga della famiglia Omega 3. Il suo nome completo è acido eicosapentaenoico. Lo so non è facile da ricordare nemmeno il nome dell’EPA, ma a noi più che ricordare il suo nome, interessa ricordare le sue proprietà, che vedrai ti sorprenderanno.

L’EPA ha importanti benefici sul tono dell’umore, ha proprietà antinfiammatorie e antiallergiche e insieme al DHA contribuisce alla protezione del cuore e delle arterie. Dato che anche l’EPA è molto importante nella nostra alimentazione, vediamo più da vicino alcune delle sue principali proprietà.

EPA: l’integrazione di cui il tuo umore ha bisogno

Secondo uno studio4 condotto da Julian Martins dell’Academy of Nutritional Medicine di Cambridge, un’integrazione di EPA può risultare un ottimo di contrastare il disturbo principale del XXI secolo: l’ansia!

Lo studio ha evidenziato che l’EPA è molto più efficace del DHA nel trattamento dei sintomi associati all’ansia e al tono dell’umore.

Interessante anche un altro studio5 pubblicato sulla rivista The Lancet, che mette in risalto come la popolazione meno soggetta alle depressioni sarebbe quella giapponese che, al contrario delle popolazioni occidentali, segue una dieta ricca di pesce.

olio di pesce

Anche l’Università di Siena, in uno studio6, ha dimostrato che 2,5 g di Omega 3 al giorno, con un rapporto EPA e DHA di 5:1, somministrati per un periodo di 5 settimane, migliorano il tono dell’umore e riducono disturbi come la stanchezza e l’ansia.

EPA: un aiuto nel trattamento dei disturbi infiammatori

L’EPA svolge un ruolo chiave nel controllo dei processi infiammatori che possono colpire il nostro organismo. L’EPA infatti è il principale precursore di una serie di mediatori chimici che svolgono una funzione di contrasto nei confronti delle infiammazioni, tendendo perciò a ridurne l’intensità e la durata, cosa molto utile per la nostra salute!

All’opposto, con un eccessivo consumo di grassi saturi o di Omega 6 è favorita la formazione di mediatori pro-infiammatori (leucotrieni, trombossani).

Infatti, gli Omega3 introdotti nel nostro organismo favoriscono la sintesi di resolvine. Mai nome fu più azzeccato: queste molecole sono fantastiche, perchè sono in grado di riparare i tessuti danneggiati dall’infiammazione e quindi di limitarne l’insorgenza o i danni!

Tra i disturbi che trovano importanti benefici da un’integrazione di EPA ci sono soprattutto quelli infiammatori intestinali7, come il morbo di Crohn, la colite ulcerosa e alcune problematiche della cute come psoriasi e dermatiti.

EPA: dove si trova?

Come il DHA anche l’EPA si trova soprattutto nei pesci grassi. Due o tre porzioni di pesce a settimana garantiscono circa 350 mg di EPA. Anche in questo caso, se non mangi spesso il pesce e vuoi un integratore di EPA e DHA naturale, leggi prima la sezione dedicata all’integrazione di EPA e DHA, in cui ti spiego come ottenere il massimo beneficio.

EPA e DHA: insieme per un perfetto equilibrio lipidico

L’EPA e DHA lavorano bene da soli ma lo fanno ancora meglio insieme. EPA e DHA in squadra aiutano l’organismo a mantenere sotto controllo i livelli di trigliceridi nel sangue. Una dieta ricca di Omega3 ha un effetto positivo sul metabolismo dei grassi e promuove l’equilibrio lipidico.

EPA e DHA: proteggono la salute del cuore e del sistema cardiovascolare

Due importanti studi scientifici chiamati VITAL e REDUCE-IT hanno recentemente evidenziato che una corretta integrazione di Omega3 ha un ruolo fondamentale nella prevenzione dell’infarto del miocardio e in quella di gravi eventi cardiovascolari in caso di ipertrigliceridemia.

A titolo esemplificativo, uno dei risultati a cui sono giunti gli studi è questo: nei pazienti con trigliceridi alti, un’integrazione di Omega 3 ha ridotto il rischio di infarto del miocardio del 31%!

Salute del cuore

Se vuoi puoi approfondire l’azione degli Omega3 EPA e DHA leggendo un nostro articolo di approfondimento, dove troverai anche i risultati degli studi scientifici di cui ti ho accennato. Puoi trovare il nostra articolo qui.

EPA e DHA: perché è importante integrarli e come farlo

Oggi, colpa anche dei ritmi moderni, la nostra alimentazione è molto cambiata. Mangiamo molti grassi e soprattutto grassi saturi. Tendiamo inoltre a consumare molti più grassi appartenenti alla famiglia degli Omega 6, rispetto a quelli appartenenti agli Omega 3. Questo per il semplice fatto che gli Omega6 si trovano in un numero maggiore di alimenti, come ad esempio gli oli vegetali.

Anche se gli Omega 6 sono importanti per la nostra salute, un loro consumo eccessivo di può interferire con la formazione e l’azione degli Omega 3, e favorire la nascita di processi infiammatori.

Per un maggior benessere invece è necessario un consumo bilanciato delle due famiglie di Omega, magari grazie all’aiuto dell’integrazione.

La migliore fonte naturale di EPA e DHA: l’olio di Krill

Un’ottima fonte di Omega3 EPA e DHA è l’olio di Krill ottenuto da krill antartico. Questo olio contiene naturalmente Omega 3 (EPA e DHA) altamente assimilabili, ed è particolarmente indicato per la protezione del sistema cardiocircolatorio, per il corretto metabolismo dei grassi, per la protezione della funzione del fegato, per il sostegno del sistema nervoso e per la protezione della funzionalità visiva.

La principale differenza tra l’olio di Krill e un integratore comune di Omega3 è che gli EPA e DHA contenuti nell’olio di Krill sono in forma più facilmente e velocemente assimilabile dallo organismo, e quindi l’olio di Krill rispetto un comune integratore di olio di pesce è più efficace.

Io ti consiglio Omega 3 Krill Oil Salugea: è olio di krill antartico puro, da pesca certificata ecosostenibile, ed è conservato in vetro scuro di grado farmaceutico (evita la plastica!!) in flacone con sigillo di sicurezza riutilizzabile sotto il tappo. Perchè anche la conservazione è importante!

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Ora che sai gli EPA e DHA cosa sono e a cosa servono, dire che è giunto il momento di iniziare a consumarli e verificare subito i loro benefici, benefici che se vuoi puoi raccontarci nei commenti.

Ultimo aggiornamento il: 04/07/2019

Scritto da:

Dott. Stefano Censani
Biologo e Naturopata

il

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    Lia

    |

    Io preferisco il krill all’olio di pesce perché.. non sa di pesce! gli omega tre me li ha consigliati il cardiologo perché ho il colesterolo alto

    Rispondi a Lia

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    Giorgia

    |

    Io conoscevo già l’olio di krill lo prendo da anni

    Rispondi a Giorgia

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    Diana

    |

    Ciao a tutti, solo una domanda volevo fare per chiarire un dubbio, installato da amici americani… i quali sostengono che gli omegatre portano a lungo andare all’impotenza, è vero?
    Grazie

    Rispondi a Diana

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BIBLIOGRAFIA

1 Hum Reprod. 2012 May;27(5):1466-74. doi: 10.1093/humrep/des065. Epub 2012 Mar 13. Dietary fat and semen quality among men attending a fertility clinic. Attaman JA, Toth TL, Furtado J, Campos H, Hauser R, Chavarro JE.

2 Nutr Res Rev. 2016 Dec;29(2):281-294. Epub 2016 Nov 21. Dietary DHA and health: cognitive function ageing. Cardoso C, Afonso C, Bandarra NM.

3 Nutrients. 2018 Dec 20;11(1). pii: E11. doi: 10.3390/nu11010011. Low Phytanic Acid-Concentrated DHA Prevents Cognitive Deficit and Regulates Alzheimer Disease Mediators in an ApoE-/- Mice Experimental Model. Ruiz-Roso MB, Echeverry-Alzate V, Ruiz-Roso B, Quintela JC, Ballesteros S, Lahera V, de Las Heras N, López-Moreno JA, Martín-Fernández B.

4 J Am Coll Nutr. 2009 Oct;28(5):525-42. EPA but not DHA appears to be responsible for the efficacy of omega-3 long chain polyunsaturated fatty acid supplementation in depression: evidence from a meta-analysis of randomized controlled trials. Martins JG.

5 The Lancet. Volume 351, ISSUE 9110, P1213, April 18, 1998 Fish consumption and major depression. Joseph R Hibbeln.

6 Eur J Clin Invest. 2005 Aug;35(8):499-507. Blood profiles, body fat and mood state in healthy subjects on different diets supplemented with Omega-3 polyunsaturated fatty acids. Fontani G, Corradeschi F, Felici A, Alfatti F, Bugarini R, Fiaschi AI, Cerretani D, Montorfano G, Rizzo AM, Berra B.

7 Eur J Pharmacol. 2016 Aug 15;785:156-164. doi: 10.1016/j.ejphar.2015.08.050. Epub 2015 Aug 29. EPA- and DHA-derived resolvins’ actions in inflammatory bowel disease. Schwanke RC, Marcon R, Bento AF, Calixto JB.

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