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I sintomi del fegato grasso

Quando mangi dei cibi particolari o troppo zuccherini ti capita di sentire delle piccole fitte lungo il fegato? Da qualche giorno hai notato di aver perso il tuo solito appetito? La mattina ti svegli sempre senza forze? E se quelli che senti fossero i sintomi del fegato grasso?

fegato grasso sintomi

Il fegato grasso è una condizione molto comune tra le popolazioni dei paesi occidentali industrializzati1. La colpa2 è di un’alimentazione troppo elaborata, troppo ricca di grassi e di zuccheri, che a lungo andare finisce per appesantire il fegato e di quasi una totale mancanza di esercizio fisico.

In quest’articolo parleremo di fegato grasso, quali sono i suoi sintomi e cosa fare quando si presentano.

Fegato grasso: i sintomi non sempre facili da riconoscere

I sintomi del fegato grasso non sono sempre facili da riconoscere, specialmente se questa condizione si trova solo agli inizi. Possiamo dire che quella del fegato grasso è per lo più una condizione quasi asintomatica.

È molto probabile che non ci si accorga di lei, fino a quando non risulti da dei controlli di routine fatti per caso o per un motivo totalmente diverso.

Ma prima di vedere i possibili sintomi del fegato grasso, facciamo un po’ di chiarezza su questa condizione, quali sono le sue cause e i possibili campanelli d’allarme da tenere d’occhio.

Cos’è il fegato grasso

Come suggerisce il nome stesso per fegato grasso si intende un accumulo di lipidi – trigliceridi – nella struttura del fegato.

Il fegato quando è sano di solito contiene pochissimo grasso, ma quando inizia a contenerne troppo diventa un fegato grasso o steatosico.

Le cause del fegato grasso

Le cause del fegato grasso possono essere diverse3, ma le più comuni sono:

  • Sovrappeso
  • Resistenza all’insulina
  • Un livello di trigliceridi o colesterolo nel sangue superiore a quello nella norma
  • Sedentarietà
  • Predisposizione genetica
  • Ipertensione

La condizione di per sé non è grave, ma se trascurata potrebbe portare a delle complicazioni.

Come ti accennavo prima, il fegato grasso all’inizio non dà sintomi evidenti. Esistono persone che si lamentano di un dolore al lato destro del corpo all’altezza del fegato, ma ce ne sono altre che di sintomi non ne lamentano nessuno.

Man mano che la condizione progredisce è molto probabile che si verifichino sintomi più evidenti, come quelli che vedremo tra poco.

La stanchezza

Alcune persone che soffrono di fegato grasso lamentano tra i sintomi un gran senso di stanchezza.  La sensazione di spossatezza spesso aumenta subito dopo i pasti insieme ad un senso di confusione mentale.

Dolore

Anche il dolore lungo il fianco destro, percepito di solito come fitte pungenti subito dopo la fine delle costole, potrebbe essere un altro dei sintomi del fegato grasso.

Mancanza di appetito

Perdere improvvisamente l’appetito è un altro dei sintomi del fegato grasso. Quando si verifica un’infiltrazione di grasso, il fegato non riesce più a svolgere le sue normali funzioni.

La prima a risentirne è la digestione che diventa più lenta e faticosa. Insieme possiamo avere anche lingua “bianca” ed alito pesante.

Edemi e gonfiori

In alcuni casi tra i sintomi del fegato grasso c’è anche la possibile comparsa di edemi e gonfiori, perché si trattengono liquidi.

Anche gli occhi ci possono dire se siamo in presenza di un fegato sofferente per un eccesso di grassi: segni molto chiari di ciò sono puntini o chiazze gialli che possono comparire a livello delle palpebre, il colore giallastro della sclera (la parte bianca dell’occhio) o la presenza di borse rigonfie alla palpebra inferiore.

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Sintomi del fegato grasso: e ora che faccio?

Se hai notato qualcuno dei sintomi del fegato grasso il consiglio è quello di rivolgersi al proprio medico curante, che procederà a segnarti gli esami utili per confermare o meno la diagnosi.

Per diagnosticare4 il fegato grasso di solito si inizia con la prescrizione degli esami del sangue epatici di routine come: GOT, GPT, GGT e un’ecografia epatica, a cui in alcuni casi può essere utile associare anche una TAC o una risonanza, per misurare sia le dimensioni del fegato che la quantità del grasso infiltrato.

Se le analisi confermano la diagnosi allora si procederà con l’eliminazione della causa che ha provocato il fegato grasso.

Fegato grasso: dopo i sintomi, elimina le cause

Se la causa del fegato grasso è il sovrappeso o l’obesità5, per far regredire questa condizione sarà necessario perdere il peso corporeo in eccesso e seguire un’alimentazione povera di grassi e di zuccheri (segui i consigli di un nutrizionista) e fare regolarmente attività fisica.

Se la causa invece è i un elevato livello di trigliceridi e/o di colesterolo nel sangue si dovrà cercare di riportare i loro valori entro i limiti normali.

Oggi, accanto alle tradizionali metodiche, esistono anche trattamenti naturali, meno pesanti per il fegato, che consentono di mantenere sotto controllo i valori di trigliceridi e colesterolo nel sangue.

Un aiuto in questi casi può essere offerto dagli Omega 3 per il controllo dei trigliceridi e dagli integratori naturali a base di riso rosso fermentato e berberina per il controllo del colesterolo.

Per depurare il fegato, consigliamo degli estratti vegetali che hanno una specifica attività verso questo organo. In particolare, carciofo, cardo mariano, fumaria  e fillanto favorscono l’eliminazione delle tossine e delle scorie metaboliche. Trovi queste piante ad alta titolazione nell’integratore Epasal, che depura in profondità il fegato, il sangue e tutto l’organismo.

Epasal contiene anche un estratto brevettato di foglie d’olivo chiamato Olivattiva®: riesce a concentrare l’Oleuropeina all’esclusivo valore del 70%!
Se ti stai chiededndo cos’è l’Oleuropeina, è una molecola che ha potenti proprietà di disintossicazione e riattivazione del fegato, grazie alla sua forte azione antiossidante ed antinfiammatoria. Proprio ciò che serve nei casi di intossicazione epatica, steatosi (fegato grasso), fegato ingrossato e stati di scompenso funzionale dell’organo. Queste proprietà sono sostenute da molti studi scientifici.

Il vantaggio degli integratori naturali è che impattano meno sul lavoro del fegato e, se assunti con regolarità, possono dare risultati davvero efficaci. Vale la pena in questo caso fare due chiacchiere con il tuo medico e scegliere insieme il trattamento più adeguato al caso specifico.

Come affrontare e prevenire il fegato grasso

In generale uno stile di vita sano e un’alimentazione sana ed equilibrata sono un ottimo modo per riportare il fegato grasso a una condizione di normalità e prevenire il manifestarsi di questa condizione.

Da preferire in caso di fegato grasso è un’alimentazione ricca di fibre, povera di grassi e zuccheri e priva di alcol. Soprattutto quest’ultimo potrebbe peggiorare notevolmente la situazione e trasformarla nella malattia del fegato grasso di natura alcolica, molto più dannosa della prima.

Recenti studi6 hanno poi eletto la nostra dieta mediterranea il miglior regime alimentare da seguire in caso di fegato grasso. Alcuni alimenti come l’olio d’oliva, il pesce azzurro, le noci, i cereali integrali, la frutta e la verdura, tipici dei nostri piatti hanno dimostrato di avere un effetto positivo sulla condizione del fegato grasso.

Altro trattamento utile sia in caso di fegato grasso già conclamato che per prevenirlo è l’esercizio fisico. Per il benessere del fegato non è richiesto nessuno sforzo eccessivo, se non quello di avere un appuntamento fisso con l’esercizio fisico almeno 3 o 4 volte alla settimana.

L’attività fisica da seguire puoi sceglierla tu, nuoto, corsa, yoga e pilates vedrai che faranno comunque bene alla tua salute. Gli studi7 hanno infatti evidenziato che sia l’allenamento aerobico, che quello di resistenza riescono comunque a ridurre il livello dei grassi infiltrati nel fegato.

Credo di averti detto tutto sul fegato grasso e i suoi sintomi, ma se avessi ancora qualche dubbio, non esitare a contattarmi nei commenti.

Epasal Salugea

Ultimo aggiornamento il: 27/09/2019

Scritto da:

Dott. Stefano Censani
Biologo e Naturopata

il

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    nadina cinà

    |

    Buongiorno, vorrei sapere se avendo la sindrome degli anticorpi fosfolipidi posso assumere EPASAL . Grazie

    Rispondi a nadina cinà

  • Avatar

    Maria Grazia

    |

    Vorrei provare epasal per vedere se riesco a trovare la soluzione per il mio fegato che ho grasso già da un po’…

    Rispondi a Maria Grazia

    • Avatar

      Dott.ssa Federica De Santi

      |

      Ciao Maria Grazia,
      in caso di fegato grasso Epasal da il meglio di sé!
      Ti consigliamo due capsule al giorno, una a metà mattina e una a metà pomeriggio entrambe le volte lontano dai pasti.
      Siamo sicuri che ti troverai benissimo 🙂
      Se hai piacere tienici informati!

      Rispondi a Dott.ssa Federica De Santi

  • Avatar

    Claudio Rampon

    |

    Ho il colesterolo alto(250) e trigliceridi bassi(40), prendevo omega 3 di kril della Salugea, ma mi hanno abbassato troppo i trigliceridi, se prendo liposan può andare bene?

    Rispondi a Claudio Rampon

    • Avatar

      Dott.ssa Federica De Santi

      |

      Ciao Claudio,
      grazie per averci riportato le tue analisi!
      Ti confermiamo che la tua idea va benissimo e puoi iniziare un trattamento con Liposan Forte l’integratore per il colesterolo alto!
      Ti consigliamo due capsule al giorno da prendere una dopo pranzo e una dopo cena.
      Se hai piacere tienici aggiornati!

      Rispondi a Dott.ssa Federica De Santi

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BIBLIOGRAFIA

1 Crit Rev Clin Lab Sci. 2011 May-Jun;48(3):97-113. doi: 10.3109/10408363.2011.596521. Non-alcoholic fatty liver disease. Smith BW, Adams LA.

2 J Genet Genomics. 2013 Jan 20;40(1):15-22. doi: 10.1016/j.jgg.2012.12.001. Epub 2012 Dec 26. Genetics of nonalcoholic Fatty liver disease: an overview. Puppala J, Siddapuram SP, Akka J, Munshi A.

3 MSD Manuals. Steatosi epatica. Di Steven K. Herrine, MD, Sidney Kimmel Medical College at Thomas Jefferson University.

4 Am Fam Physician. 2013 Jul 1;88(1):35-42. Nonalcoholic fatty liver disease: diagnosis and management. Wilkins T, Tadkod A, Hepburn I, Schade RR.

4 Am Fam Physician. 2013 Jul 1;88(1):35-42. Nonalcoholic fatty liver disease: diagnosis and management. Wilkins T, Tadkod A, Hepburn I, Schade RR.

5 Transl Res. 2014 Oct;164(4):312-22. doi: 10.1016/j.trsl.2014.06.008. Epub 2014 Jun 25. Obesity and the liver: nonalcoholic fatty liver disease. Koppe SW.

6 Liver Int. 2017 Jul;37(7):936-949. doi: 10.1111/liv.13435. Epub 2017 Jun 1. The Mediterranean dietary pattern as the diet of choice for non-alcoholic fatty liver disease: Evidence and plausible mechanisms. Zelber-Sagi S, Salomone F, Mlynarsky L.

7 Gene Expr. 2018 May 18;18(2):89-101. doi: 10.3727/105221617X15124844266408. Epub 2017 Dec 6.The Effects of Physical Exercise on Fatty Liver Disease. Van der Windt DJ, Sud V, Zhang H, Tsung A, Huang H.

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